ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Paisley smette i panni del dr.No

Lettura in corso:

Paisley smette i panni del dr.No

Dimensioni di testo Aa Aa

Già 9 anni fa Ian Paisley si trovava a Stormont di fronte ai suoi nemici con i quali doveva discutere della formazione di un governo biconfessionale, che aveva fino a quel momento osteggiato. E i suoi ripetuti rifiuti gli sono valsi il soprannome di Dr. No. Dapprima fu no all’omessessualità, poi al papa, fino al no alla riunificazione con la repubblica d’Irlanda.

Ordinato pastore nel 1951, fonda la chiesa libera presbiteriana. La sua battaglia è iniziata. Adesso gli manca solo una giusta causa. Che troverà in politica. Nel 1971 fonda il Partito unionista democratico, fedelissimo a Londra che conta tra i suoi membri convinti protestanti. La sua linea politica è chiara fin da subito: rifiuta qualsiasi trattativa, l’Irlanda del Nord fa parte della Gran Bretagna.

La sua ostilità non impedisce nel 1973 di arrivare a un primo accordo, che prevede una larga autonomia e che dà alla provincia un parlamento e un governo locale. Paisley, resta fedele al suo credo, guida la fronda degli unionisti radicali. Nel 1985 arriva un altro no in seguito all’accordo di Hillsborough Castle.

Che prevede che lo status politico dell’Irlanda del Nord rimanga inalterato finché la maggioranza della popolazione locale non si sia dichiarata apertamente favorevole ad un’Irlanda unita. L’accordo è osteggiato da Paisley, vede in esso un primo passo verso la riunificazione con Dublino.

Paisley ricorderà: “Siamo parte della grande famiglia britannica, e né Dublino né l’Ira ci separeranno”. Estremista e radicale nelle sue convinzioni come nei suoi atteggiamenti, nell’86 verrà trascinato di forza dalla polizia fuori dal parlamento, sospeso per l’ennesimo insuccesso degli accordi dell’85.

Parlamentare europeo ininterrottamente dal 1979 al 1999, non si ripresenta nel 2004 per via dell’età e del suo stato di salute. Motivazioni che non lo terranno lontano dalla politica britannica.