ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Il PS sconfitto in cerca d'identità e unità prima delle legislative

Lettura in corso:

Il PS sconfitto in cerca d'identità e unità prima delle legislative

Dimensioni di testo Aa Aa

Ségolène Royal è una che sa perdere, ma non molla. La candidata sconfitta non ha nessuna intenzione di lasciar cadere il suo progetto di ricompattamento della sinistra. Ben conscia dei pericoli di smembramento che corre ora il partito socialista, stamattina ha lanciato un appello: “Bisogna restare uniti, bisogna mettersi a valutare le cose con calma. Sono felice di aver dato un messaggio di speranza”.

La sconfitta ha già fatto riemergere le divisioni in seno al Ps. Rimasti nell’ombra durante la campagna elettorale, Dominique Strauss-Khan, centrista, e Laurent Fabius, della corrente più a sinistra, entrambi battuti alle primarie di novembre, sono tornati a rivendicare un ruolo centrale nel partito subito dopo il discorso di ieri sera della Royal. Strauss-Khan ha detto: “È una sconfitta molto grave. Tanto più che è la terza volta consecutiva che perdiamo un’elezione presidenziale. Ora bisogna dare il via al rinnovamento. È la condizione necessaria per tornare a sperare, e io sono disponibile a farlo”.

Meno drastico, Fabius denuncia una mancanza di convinzione: “Non siamo stati abbastanza convincenti sul fatto che la nostra candidata potesse essere capo dello Stato, quindi sarà necessario interrogarci a fondo”.

Per il suo compagno e segretario generale del partito François Hollande, Ségolène resta una figura imprescindibile in vista delle legislative di giugno: “Colei che è stata in grado di dare una speranza, che non è potuta diventare presidente della Repubblica – e ne sono profondamente dispiaciuto – ma che ha oggi una vera popolarità, deve partecipare a questa campagna”.

Niente effetto Jospin, dunque, anche se la Royal non riesce a imporsi in seno al partito, nonostante il risultato nettamente migliore rispetto al 2002. Holland sa bene che se nell’inevitabile resa dei conti Ségolène cadrà vittima degli “elefanti” del Ps, lui sarà trascinato insieme a lei nel precipizio. Ma divisioni e accuse reciproche sono l’ultima cosa di cui i socialisti hanno bisogno per la prossima sfida elettorale.