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Francia, con Nicolas Sarkozy torna la voglia di "grandeur"

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Francia, con Nicolas Sarkozy torna la voglia di "grandeur"

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Europa, rapporti atlantici, ma soprattutto tanta Francia e tanta “grandeur” nel primo discorso pronunciato da Nicolas Sarkozy in veste di prossimo inquilino dell’Eliseo. “Sarò il presidente di tutti i francesi”, ha detto ieri a una sala gremita, nella sede del partito UMP. “Parlerò per tutti, la mia non è la vittoria di una parte del paese sull’altra”.

L’ex ministro dell’interno ha teso la mano agli elettori di Ségolène Royal, per poi rilanciare le parole chiave della sua campagna elettorale: “Etica del lavoro, rispetto per l’autorità e per la morale, fierezza della propria identità nazionale”. Parole destinate a far breccia anche più a destra del suo stesso partito, tra quei francesi che simpatizzano per Jean Marie le Pen.

Sarkozy ha poi voluto rassicurare i partner europei, che lo attendono al banco di prova della riforma delle istituzioni comunitarie. “Credo profondamente nella costruzione europea e da questa sera la Francia ritorna in Europa”, ha detto. “Al tempo stesso – ha aggiunto – chiedo ai nostri partner di non restare sordi alla collera dei popoli che percepiscono l’Unione Europea non come una tutela, ma come il cavallo di troia che contiene tutte le minacce che si accompagnano a una trasformazione del mondo”.

Infine un messaggio agli Stati Uniti, per segnalare la fine dell’era di Jacques Chirac, ma anche per ribadire l’autonomia della Francia. “Voglio che sappiano che saremo al loro fianco quando avranno bisogno di noi. Ma devono anche sapere che amicizia significa accettare che gli amici la pensino in modo diverso”. Nella sua veste di europeista, liberista, conservatore pragmatico, per Nicolas Sarkozy è ora il momento dei fatti.