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Ue: agire subito contro i cambiamenti climatici

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Ue: agire subito contro i cambiamenti climatici

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Lottare contro i cambiamenti climatici è possibile, ma bisogna agire subito.

E’ la conclusione della conferenza degli esperti mondiali a Bangkok. E la Commissione europea è d’accordo: chiede di iniziare a dicembre i negoziati per un trattato internazionale che imponga una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Ma ci sono almeno due grandi ostacoli, spiega il Commissario all’ambiente Stavros Dimas:

“E’ molto strano: gli Stati Uniti dicono che non firmeranno un trattato internazionale se non lo fanno i paesi con economie in rapido sviluppo. Rifiutano dunque di impegnarsi a iniziare le trattative a Bali alla fine dell’anno. Ma se non iniziamo le trattative come possiamo sapere se gli altri paesi sono pronti ad accettare?”

I paesi le cui economie stanno esplodendo, come la Cina e l’India, non sono disposti frenare bruscamente il loro sviluppo per rispettare l’ambiente: Pechino ad esempio non è pronta a ridurre l’uso del carbone come energia.

Questi paesi hanno le loro ragioni secondo il premio nobel Amarthya Sen, che ha tenuto una conferenza sul tema a Bruxelles:

“Europa e America hanno inquinato il mondo per molto tempo, e adesso vogliono cambiare le regole quando lo sviluppo diventa molto rapido in Cina e questa è la tendenza anche in India. E’ un problema che qualcuno deve evidenziare. Credo che quello che i paesi in rapido sviluppo vogliono sia una soluzione giusta. L’unica cosa da fare è iniziare a dialogare e decidere quale sia una soluzione giusta”.

A Bangkok, gli esperti del Gruppo Intergovernativo dell’Onu hanno chiesto di non perdere tempo: i prossimi 20 o 30 anni saranno cruciali per frenare il surriscaldamento della Terra.

Altrimenti ci aspettano fenomeni gravi come le alluvioni, lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento dei mari, e la desertificazione di zone fertili.