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Deutsche Telekom: verso lo sciopero, fischi in assemblea


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Deutsche Telekom: verso lo sciopero, fischi in assemblea

Non basta il gesto a convincere i lavoratori, che la settimana prossima voteranno per lo sciopero: i manager di Deutsche Telekom rinunceranno a un mese di stipendio: due mesi per l’amministratore delegato René Obermann, comunque fischiato da parte dei manifestanti, al suo arrivo all’assemblea degli azionisti.

Nel primo discorso agli azionisti da quando ha assunto questo ruolo, Obermann ha fatto il punto sulla rottura dei negoziati con i sindacati, che hanno respinto il piano del management.

Obermann ha detto, tra l’altro, che il gruppo dovrà in parte rivedere i piani, senza escludere eventuali cessioni. Al di là delle richieste legittime dei lavoratori – ha aggiunto – si devono tenere in conto anche le esigenze del mercato.

Al momento, il piano di risanamento prevede che 50.000 dipendenti vengano trasferiti a una filiale di nuova creazione, nella quale verrebbero pagati meno. Per tutti, la settimana lavorativa salirebbe a trentotto ore. Per un risparmio che dovrebbe situarsi tra i 4,2 e i 4,7 miliardi di euro entro il 2010.

Sono 250.000 i dipendenti di Deutsche Telekom: più dei due terzi in Germania.
Una struttura pesante, rispetto a quelle della concorrenza internazionale, che sta rosicchiando quote di mercato in Europa e anche nella stessa Germania. Lo Stato detiene ancora una quota del 32%: ragione in più per cercare di evitare i licenziamenti, che rappresenterebbero un evidente problema politico. Ma non è facile. E, soprattutto, i sindacati non sono convinti che l’accettazione del piano possa davvero salvare i posti di lavoro.

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