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Conferenza sull'Iraq, Washington a Damasco: fermate i combattenti stranieri

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Conferenza sull'Iraq, Washington a Damasco: fermate i combattenti stranieri

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La comunità internazionale si impegna a rafforzare il suo ruolo nella stabilizzazione dell’Iraq. Si chiude con l’approvazione all’unanimità di un ambizioso piano quinquennale la prima giornata della conferenza di Sharm el Sheikh.

Sostenuto dalle Nazioni Unite, il piano è stato definito “un messaggio di speranza” dal governo di Baghdad.

Il segretario di stato americano Condoleezza Rice ha invitato i paesi che ancora non lo hanno fatto a ridurre o cancellare il debito contratto dall’Iraq durante il regime di Saddam Hussein.

Numerose le speculazioni suscitate da un breve scambio di battute tra Rice il suo omologo iraniano Manusher Mottaki, che si sono ritrovati allo stesso tavolo durante una pausa dei lavori.

Washington non intrattiene relazioni diplomatiche con la repubblica islamica, che accusa di finanziare il terrorismo, dal 1980.

Ma l’incontro non è il solo ad aver aver acceso interesse. Rice si è anche intrattenuta in un colloquio di mezz’ora con il ministro degli esteri siriano, Wualid Al Muallim, al quale ha chiesto che il suo governo si adoperi per impedire l’ingresso di combattenti stranieri in Iraq.