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La riduzione delle tariffe roaming rischia di slittare a dopo l'estate

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La riduzione delle tariffe roaming rischia di slittare a dopo l'estate

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Quest’estate telefonare e ricevere telefonate all’estero sarà meno caro in Europa? Niente di meno sicuro. Le tre istituzioni dell’Unione ancora una volta non sono riuscite a mettersi d’accordo sulla riduzione dei costi del roaming.

Secondo i rappresentanti del parlamento, che si sono riuniti con quelli della Commissione e del Consiglio dei ministri, hanno però mostrato segnali di flessibilità. Come la disponibilità a rinunciare all’applicazione automatica dei limiti delle tariffe.

Vediamo che cosa significa. Il 12 aprile scorso, la commissione dell’Industria del parlamento europeo ha proposto un limite di 40 centesimi al minuto per le chiamate verso l’estero e di 15 per chi riceve una telefonata trovandosi in un paese straniero. Il tutto da applicarsi automaticamente ai contratti già in corso.

I governi dei Ventisette raccomandano invece limiti più elevati, rispettivamente 60 e 30 centesimi di euro e auspicano che le nuove regole siano applicate solo ai nuovi contratti.

Se i deputati rinunciassero all’applicazione automatica delle nuove tariffe, il dossier potrebbe forse essere chiuso prima delle vacanze estive.

Ma se anche l’incontro di questo giovedì non permetterà di superare l’impasse, il voto in parlamento, previsto per la settimana prossima, rischia di slittare al 21 maggio. E si tratterebbe solo della prima lettura.