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Israele, aumenta la pressione su Olmert per le dimissioni

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Israele, aumenta la pressione su Olmert per le dimissioni

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Isolato, fiaccato dalle critiche, sul punto di cedere. Tempi duri per il premier israeliano Ehud Olmert, messo nell’angolo dal rapporto di una commissione di inchiesta sulla cattiva gestione della guerra contro Hezbollah. Una condanna senza appello, talmente severa che lascia il primo ministro solo a difendere la sua leadership.

In un coro di voci che reclamano le sue dimissioni, un ministro senza portafoglio del suo gabinetto, il segretario generale del partito laburista Eytan Cabel abbandona la barca che affonda, sostenendo: “Olmert ha sbagliato. Non posso più far parte del suo governo”.

Anche buona parte del partito del primo ministro gli avrebbe voltato le spalle, secondo un portavoce di Kadima. I titoli dei giornali locali sono impietosi: “una pistola alla testa di Olmert”, “Olmert verso l’uscita”. Il premier ha smesso di convincere. Troppi errori nell’offensiva in Libano. E mentre i famigliari dei soldati uccisi mobilitano la piazza, il leader dell’opposizione Benjamin Netanyahu potrebbe approfittarne.