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Turchia: ruolo politico dell'esercito bocciato dall'Ue

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Turchia: ruolo politico dell'esercito bocciato dall'Ue

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Forte dei suoi 500 mila uomini, l’esercito turco rappresenta la seconda forza della Nato, dopo quella degli Stati Uniti. La mancanza di fondi non permette l’ammodernamento invocato da molti,sempre la mancanza di fondi non permette di avere un esercito professionista. E a partire da 18 anni, tutti i maschi sono tenuti a servire militarmente lo Stato.

L’esercito turco ha giocato un ruolo centrale nella storia moderna del Paese, assurgendo a custode ultimo dei principi della laicità e occidentalità. Il braccio di ferro tra il premier Recep Erdogan e i generali è l’espressione del ruolo investito dall’esercito.

Prerogative politiche esercitate soprattutto se la laicità dello stato è messa in discussione. Gli ultimi due interventi sono di qualche settimana fa. Il 12 aprile il capo di Stato maggiore ha criticato l’eventuale candidatura di Erdogan alla presidenza, critica giunta puntuale anche in seguito alla scelta del ministro degli Esteri Gull.

Dal 1960 a oggi l’esercito è intervenuto in diverse occasioni, la più recente risale al 1997, quando fece cadere il governo di Necmettin Erbakan, il cui partito Refah è stata la prima formazione islamica giunta al potere. Il Refah è stato sciolto dalla Corte Costituzionale e Erbakan, mentore di Erdogan, escluso dalla vita politica per cinque anni, per aver minacciato la laicità della Repubblica.

In Turchia le forze armate non dipendono dal ministero della Difesa ma dal primo ministro, cosa che Erdogan ha ricordato agli stessi militari. Restano tuttavia le prerogative politiche di cui gode l’esercito. Anche se l’avvicinamento di Ankara all’Unione europea ha costretto a qualche cambiamento. Dal 2004, il Consiglio di sicurezza nazionale, organo attraverso il quale le forze armate controllano le dinamiche politiche, è diretto da un civile.

Ancora troppo poco per la Commissione europea. Sabato il commissario all’Allargamento, Olli Rehn ha sottolineato: le funzioni di una democrazia devono essere esercitate dal governo e non dall’esercito. Concetto oggi ribadito dal Consiglio europeo.