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Per il Darfur, in piazza contro l'impotenza della comunità internazionale

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Per il Darfur, in piazza contro l'impotenza della comunità internazionale

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Tempo scaduto. Non si può più attendere per bloccare la catastrofe del Darfur. E’ questo il messaggio della giornata mondiale per il Darfur, celebrata da circa cinquanta Paesi in contemporanea nel mondo. Una clessidra di sangue è l’icona che parla da sola portata dai manifestanti – diverse centinaia di persone – fino a Downing Street, a Londra. Per stimolare l’azione del governo.

“In questo momento si consuma un genocidio in Darfur” dice un manifestante. “E’ nostro dovere fare tutto il possibile per portare il problema all’attenzione del pubblico e sottolineare la vergogna che il governo sudanese getta su se stesso, ora e di fronte alla storia”.

Una rosa d’artisti di fama, a partire dall’attore statunitense George Clooney, da tempo testimonial di cause umanitarie, ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinchè passi ad atti concreti e metta fine al proprio immobilismo. Da Londra a Berlino: stesso scenario, stessa atmosfera.

“Protestiamo contro la mancanza d’iniziativa del governo tedesco. I cittadini continuano a non essere sufficientemente informati a riguardo”.

Anche Roma ha fatto la sua parte, con una marcia che, partita da Piazza Venezia, ha raggiunto il Colosseo. Sensibilizzare l’opinione pubblica è un primo passo. Secondo uno studio di Medici Senza Frontiere nel 2005 solo un’ora è stata dedicata all’informazione sul conflitto in Darfur dalla tv italiana.