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Tallinn, altra notte di scontri per il monumento rimosso

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Tallinn, altra notte di scontri per il monumento rimosso

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Per la seconda notte consecutiva, la polizia estone si è scontrata con centinaia di giovani a Tallinn. Bande estoni da una parte e russe dall’altra si sono affrontate nelle strade della capitale. Le violenze sono scoppiate dopo la rimozione del soldato di bronzo, il monumento ai sovietici caduti nella liberazione dai nazisti. Ma per il governo estone, non è altro che un pretesto per menare le mani. “Si tratta soltanto di criminali – ha tagliato corto il presidente dell’Estonia Tomas Hendrik Ilves”.

Il memoriale è da anni fonte di tensioni in Estonia, tornata indipendente con il crollo dell’Urss nel 1991. Nella repubblica baltica vivono 300 mila russi su un totale di 1,3 milioni di abitanti. La statua, vista dalla maggioranza della popolazione come simbolo di mezzo secolo di occupazione, è stata smantellata ieri.
La rimozione ha suscitato dure reazioni a Mosca.

“Vorrei che chiedessimo al presidente Putin di rompere i rapporti diplomatici con l’Estonia – ha detto il presidente del Senato russo Sergei Mironov -. Bisogna far cessare le offese ai monumenti e ai morti della seconda guerra mondiale”. Per il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che ha definito la rimozione un atto blasfemo, la questione tocca non soltanto Russia ed Estonia ma anche l’Europa nei suoi valori. Il segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon ha lanciato un appello al rispetto e alla conciliazione.