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Si avvicina la decisione sul destino del Kosovo

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Si avvicina la decisione sul destino del Kosovo

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Faccia a faccia con la complessa realtà del Kosovo.
I 15 membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sono giunti al termine della loro missione. Una visita che è l’ultimo passo prima di decidere il futuro della provincia. Qui siamo a Orahovac, enclave serba in territorio kosovaro:

“Speriamo di poter restare nelle nostre case, ma la vita è difficile, siamo in un vero ghetto” dice una donna.

“Se il Kosovo diventa indipendente dovremo partire” è la preoccupazione di un’altra abitante del villaggio.

Quella che si conclude oggi è stata una missione esplorativa prima del voto sulla risoluzione che deciderà dello status del Kosovo. La base è il piano di “indipendenza controllata” elaborato dall’emissario delle Nazioni Unite Martti Ahtisaari, osteggiato da Belgrado e Mosca, passando per Pechino che potrebbero oppore il proprio veto.

E la complessità constatata sul terreno sembra inconciliabile. L’altra faccia della medaglia è quella, ad esempio, di Mala Kursa, villaggio albanofono in cui 116 uomini sono stati uccisi nel 1999 dalle forze serbe:

“Non vogliamo che i serbi tornino: guardate quel che ci hanno fatto. Hanno ucciso mio figlio, aveva solo venti due anni. Lo trascinarono via dal suo letto”.

La decisione sul destino della regione, tutt’ora appartenente alla Serbia ma abitata al 90% da albanesi e amministrata dall’Onu da ormai otto anni, dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.