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Musica nella camera ardente, per l'ultimo omaggio a Rostropovich

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Musica nella camera ardente, per l'ultimo omaggio a Rostropovich

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Per Mstislav Rostropovich il cerchio si chiude nel luogo più simbolico: il conservatorio Tchaikovsky di Mosca, dove aveva iniziato la sua formazione e dove si esibì per l’ultima volta prima di lasciare l’Unione Sovietica per motivi politici, nel 1974. Il grande violoncellista e direttore d’orchestra si è spento ieri, a Mosca, all’età di 80 anni. Malato di cancro, era stato ricoverato il 23 aprile. Centinaia le persone venute a rendergli omaggio:

“Era un uomo miracoloso, un grande uomo, un grande musicista – dice Aleksei Maslennikov, amico del maestro. “Era il Paganini del violoncello”. E’ stata la vedova, il soprano Galina Visnevskaia, a volere che nella camera ardente risuonino le esecuzioni delle migliori orchestre russe. I funerali si terranno domani, nella cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca.

E il miglior modo per ricordarlo sono forse le immagini che sintetizzano il suo amore per la musica e per la libertà. Quando a Berlino, due giorni dopo la caduta del muro, improvvisò un concerto memorabile.