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I kossovari rivendicano il diritto all'indipendenza davanti alla missione Onu

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I kossovari rivendicano il diritto all'indipendenza davanti alla missione Onu

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“Il Kosovo è pronto a prendere in mano il suo destino”. Sono le parole del presidente albanese kossovaro Fatmir Sejdiu ai quindici ambasciatori delle nazioni che fanno parte del consiglio di sicurezza al palazzo di vetro.
I diplomatici Onu sono impegnati in una missione esplorativa nella regione prima del voto sulla risoluzione che deciderà dello status del Kosovo.
Seidjiu però, è stato chiaro in proposito:
“Siamo pronti. Lo abbiamo detto a Vienna e ripetuto qui. Non abbiamo dubbi”.
Tiepida la risposta di Zalmay Khalilzad, ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite.
“La proposta Ahtisaari è, appunto, una proposta. Siamo qui per ascoltare le voci delle varie comunità e farci un’idea precisa che ci aiuti, fra qualche settimana, a prendere la giusta decisione”.
La regione amministrata dall’Onu, a maggioranza albanofona, chiede l’indipendenza da Belgrado. Una richiesta respinta dai serbi e dai loro potenti alleati, Russia e Cina che hanno diritto di veto al consiglio di sicurezza.
Per difendere i diritti dei serbo-kosovari centinaia di persone sono scese in strada a Rudnica al confine con la Serbia. Oltre 200.000 serbo-kosovari sono stati scacciati nel 1999 dalle loro case e non ci sono più tornati.