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Turchia: Gül esce dall'ombra di Erdogan

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Turchia: Gül esce dall'ombra di Erdogan

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Abdallah Gül è il braccio destro, l’uomo di fiducia di Recep Tayip Erdogan. In queste immagini i due festeggiano la vittoria del partito, l’AKP, all’indomani delle legislative del novembre del 2002. L’AKP, “Giustizia e sviluppo” partito d’ispirazione islamica scompagina le fila del tradizionale panorama partitico turco. Le vecchie formazioni rimangono vittime della forte crisi economica e e della corruzione. Non basta però per dimenticare le radici islamiche dell’AKP: si impedisce così a Erdogan di diventare premier per via di una vecchia condanna per incitazione all’odio religioso.

È qui che Gül entra in scena, sarà lui il premier per cinque mesi. Il tempo necessario a Erdogan di rientrare in gioco: viene eletto al parlamento nel corso di elezioni parziali e può così prendere lel redini del governo. Abadallah Güll gli rimane al fianco assumendo il ministero degli Esteri, che con gli spinosi dossier di Cipro e dell’adesione all’Unione europea, lo porta alal ribalta delle cronache europee.

Economista di formazione, con dottorato conseguito in Gran Bretagna, è il teorico di un linguaggio filo-occidentale all’interno del partito, e sostenitore di una giusta miscela di modernizzazione e islamismo politico. “Un paese con un’identità islamica può essere un paese democratico. E noi lo dimostreremo”.

Deputato del Refah, il primo partito islamico giunto al potere in Turchia e poi disciolto, Gèl è uno dei fondatori dell’AKP. Ma è anche un musulamno convinto e pio. Di che preoccupare in uno stato laico come la Turchia, dove una decina di giorni fa centinaia di migliaia di dimostranti hanno manifestato a Ankara per impedire la candidatur alal presidenza di Erdogan. La candidatura di Gül, riformista apprezzato a livello europeo, è ritenuta più accettabile.