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Al Qaida rivendica l'attentato di Diyala

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Al Qaida rivendica l'attentato di Diyala

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Al Qaida ha rivendicato l’attentato kamikaze che ha ucciso ieri 9 soldati statunitensi e ne ha feriti venti nei pressi di una base militare nella provincia irachena di Diyala. E’ l’attacco sul terreno più sanguinoso da oltre un anno, e porta ad oltre 80 il numero di militari statunitensi uccisi in Iraq nel mese di Aprile. Sono almeno 3330 dall’inizio dell’invasione nel marzo 2003.

La provincia di Dyala, zona mista sunnita e sciita è da mesi teatro di violenze tra forze statunitensi e gueriglieri iracheni. Nonostante questa serie di attacchi, a Washington il presidente George Bush non ritiene sia l’ora di pensare ad una ritirata: “Accettare il testo proposto dai democratici significherebbe accettare una politica in diretto contrasto con quella dei nostri comandanti militari. Credo fermamente che la proposta dei democratici metta in pericolo i nostri soldati e minaccia la sicurezza dei cittadini americani qui a casa”.

Il Congresso democratico intende proporre una legge che condizioni il finanziamento della missione irachena ad un calendario per il ritiro: le truppe dovrebbero iniziare a lasciare il paese a ottobre, e abbandonarlo completamente entro aprile 2008. Bush è determinato a bloccare questa legge con il suo veto.