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Presidenziali francesi: la socialista Royal rigenera i socialisti e sana la piaga del 2002

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Presidenziali francesi: la socialista Royal rigenera i socialisti e sana la piaga del 2002

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Per la socialista Segolène Royal l’arrivo al ballottaggio è già una vittoria e una vittoria doppia. Intanto personale: ha tenuto malgrado i colpi bassi, provenienti anche della propria famiglia politica. Ed ha esorcizzato i timori e i complessi dei socialisti: la grande paura di non esserci. Ieri, grazie a lei, il trauma del 2002 è stato definitivamente sanato.

“La convergenza delle forze è già cominciata – ha dichiarato questa mattina Royal – perché un certo numero di candidati che non saranno al secondo turno sono venuti dalla mia parte, li ringrazio e questo crea una dinamica per il ballottaggio. Adesso bisognerà lavorare. Spetta a i francesi compare due personalità, per constatarne la coerenza rispetto a quello che dicono, a quello che hanno fatto, a quello che sono e al loro carattere”.

Segolène Royal parla di personalità e di carattere e non di programmi. Non a caso perché l’obiettivo è quello di andare a caccia di voti praticamente ovunque.Con il loro 11% circa complessivo, i partiti alla sinistra dei socialisti, non basteranno a darle la maggioranza il 6 maggio. Come per Sarkozy, la partita si gioca al centro.

La candidata socialista ha un elemento dalla sua: la carta simpatia che si deve all’outsider. Malgrado questa lunga campagna elettorale l’abbia prevista fin dall’inizio come una dei due protagonisti del ballottaggio, la sua vittoria al primo turno si è fatta via via meno scontata. E poi c‘è un altro elemento: “Segolène Royal – dice un militante – sarà la prima donna ad essere presidente della repubblica francese”.

Secondo un sondaggio, gli elettori che hanno votato il centro al primo turno sarebbero più intenzionati a designare Royal al secondo turno, piuttosto che Sarkozy.