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Romania, la crisi favorisce il presidente Basescu, ma potrebbe rovinare le ambizioni europee

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Romania, la crisi favorisce il presidente Basescu, ma potrebbe rovinare le ambizioni europee

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Carismatico e ancora molto popolare, anche se un po’ meno nelle ultime settimane, Traian Basescu è a capo della Romania dal dicembre 2004.

L’ex sindaco di Bucarest, che ha condotto il Paese nell’Unione europea e ha sorpreso per le sue esternazioni, è descritto dagli oppositori come arrogante e non imparziale, quasi un despota.
Ma l’anticonformista Basescu ancora ieri ironizzava sul seguito degli eventi, sicuro di poter contare sul sostegno del popolo: “Credo sia importante che siano gli elettori a giudicare e a eleggere chi deve rimanere, il presidente oppure il Parlamento”.

Durante il periodo della preadesione all’Unione, Basescu e il primo ministro Calin Popescu Tariceanu andavano a braccetto.
Ma i sorrisi sono di facciata: una volta raggiunta l’Europa, le differenze emergono. E la crisi, che covava da tempo, scoppia. Tra il presidente e il premier è muro contro muro.

All’inizio del mese, Tariceanu ottiene l’avallo del parlamento per un rimpasto del governo da cui esclude i ministri vicini a Basescu.
Nasce un esecutivo di minoranza formato da liberali e democratici magiari, sostenuti dall’opposizione socialdemocratica degli ex comunisti.

Alleanze di circostanza create per far cadere Basescu, ma che non assicurano però un futuro di stabilità.
Né l’opposizione socialdemocratica né i liberali di Tariceanu sono pronti per nuove elezioni. E gli analisti concordano su un punto: in caso di voto anticipato, Basescu ha tutte le possibilità per vincere. Cosa che gli garantirebbe un altro mandato di 5 anni.

La crisi rischia di nuocere al Paese, che ambisce ad avere un ruolo crescente nell’Unione Europea.
Tutto questo capita a qualche giorno dalla visita di esperti di Bruxelles venuti per valutare i progressi fatti, specialmente in materia di giustizia.