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Usa, si commemorano le vittime della strage al college

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Usa, si commemorano le vittime della strage al college

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Una veglia per ricordare, per condividere il dolore della perdita di così tante vite umane. Al Politecnico della Virginia la commozione ha unito studenti, familiari e dipendenti. Migliaia le candele che hanno illuminato una delle più strazianti notti della storia americana.

Ma il punto interrogativo più pesante resta sul perché di una simile follia, il perché un giovane di soli 23 anni abbia potuto uccidere per 32 volte. In una lettera, di cui la polizia peraltro ufficialmente nega l’esistenza, lo studente di letteratura inglese ha scritto di “essere stato costretto” e se la prende con i figli di papà e la vita dissoluta.

Chi si è salvato racconta come: una ragazza in classe si è finta morta, un altro è saltato dalla finestra:

“Avevamo già sentito dei colpi d’arma da fuoco ma non pensavavamo che fossero veri. Quando è entrato ha cominciato a sparare”.

“Ho visto gente di fronte a me che si buttava. Un paio di persone si sono rotte le caviglie, le gambe… io quindi ho cercato di centrare un cespuglio. Così me la sono cavata bene”.

L’aggressore aveva anche incatenato le porte per impedire alle vittime designate di scappare.

Tra i nove feriti ancora in ospedale alcuni sono in condizioni gravi.