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L'Ecuador dice "sì" alla riforma costituzionale

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L'Ecuador dice "sì" alla riforma costituzionale

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L’Ecuador sembra avere accolto con favore il progetto di riforma costituzionale voluto dal presidente socialista Rafael Correa. Secondo i primi sondaggi sul referendum tenuto nel Paese andino, il 78 per cento degli oltre nove milioni di votanti avrebbe detto “sì”. Soddisfatto Correa, che aveva annunciato le dimissioni in caso di sconfitta:

“Ciò che era in gioco non era la reputazione del presidente della Repubblica, in gioco c’era il futuro del Paese, il futuro della nazione e i cittadini hanno detto sì a quel futuro, sì alla nazione”.

Il progetto prevede la messa a punto di una nuova carta costituzionale che rafforzi il controllo statale sull’economia e modifichi gli assetti politici.

Il risultato ufficiale si avrà tra una settimana. In caso di vittoria, tra gli obiettivi ci sono quello di eliminare una base militare americana, di ritrattare gli accordi petroliferi e di ristrutturare il debito nazionale.

Ma la mossa non è piaciuta a tutti. Per l’ex presidente Hurtado la democrazia nel Paese sarebbe in pericolo. In marzo, poi, il referendum aveva causato disordini tra polizia e alcuni legislatori che avevano tentato di bloccarlo.