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Da Auschwitz a Gerusalemme: un giorno per non dimenticare

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Da Auschwitz a Gerusalemme: un giorno per non dimenticare

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La Marcia dei vivi, per non dimenticare gli orrori del lager. Nella Giornata della Shoah piú di sette mila giovani hanno percorso in silenzio i tre chilometri che separano l’ingresso principale di Auschwitz, nel sud della Polonia, da Birkenau, il campo dove erano collocati i forni crematori e le camere a gas. In testa al corteo il ministro israeliano dei pensionati, Rafi Eitan, l’ex ufficiale del Mossad che nel 1960 fece arrestare in Argentina Adolf Eichmann, l’esecutore della “soluzione finale”, lo sterminio degli ebrei.

In Israele per due minuti il paese si è fermato per commemorare i sei milioni di vittime della follia nazista. Il responsabile del Museo dell’Olocausto Yad va-Shem di Gerusalemme, Avner Shalev, ha invitato i suoi connazionali a non dimenticare. “Dobbiamo ricordare quello che è accaduto per costruire un futuro migliore, fatto di valori. Quello che ci è successo fa parte della nostra identità, del nostro essere ebrei”.

Al suono delle sirene nelle vie, negli uffici, nelle scuole, tutte le attività si sono interrotte. Gli automobilisti hanno accostato le auto ai bordi delle strade. Due minuti per riflettere ma anche per non abbassare la guardia.