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Algeria: rafforzata la sicurezza, si teme un ritorno agli anni del terrorismo

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Algeria: rafforzata la sicurezza, si teme un ritorno agli anni del terrorismo

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Ripiombare nel terrore degli anni Novanta. Si è svegliata con questa paura stamattina Algeri, all’indomani degli attentati che, secondo l’ultimo bilancio del ministero dell’interno, hanno fatto almeno 33 morti e oltre 200 feriti.

Nella capitale algerina, un passante commenta: “È un gesto imperdonabile, commesso da individui senza fede né legge”.

E un altro: “Siamo sconvolti da quel che è succeso, ma si sentiva che c’era un allentamento in termini di sicurezza”.

Sicurezza che è stata rafforzata oggi con posti di blocco e pattuglie supplementari nella città. Mentre le autorità svelano che una terza autobomba era pronta a saltare in aria, alcune ore dopo le esplosioni davanti all’ufficio del primo ministro e nel quartiere periferico di Bab Ezzuar. L’auto imbottita di dinamite è stata scoperta di fronte alla residenza del direttore generale della sicurezza, Ali Tunsi.

Gli attentati sono stati rivendicati da Al Qaida per il Maghreb islamico in un comunicato pubblicato su internet con le foto dei tre kamikaze. Per il premier Abdelaziz Belkhadem si tratta di una “provocazione mediatica poco prima delle elezioni” del 17 maggio.