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Al Qaida in MArocco per meglio attaccare l'Europa

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Al Qaida in MArocco per meglio attaccare l'Europa

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La monarchia marocchina, incarnata da Mohamed VI, è ancora l’ultimo bastione contro l’islamismo radicale? Il regno di Hassan II, fu caratterizzato da un lungo periodo di pace. Ma da quattro anni a questa parte la tranquillità ha lasciato il posto all’instabilità.

Il 16 maggio 2003, a Casablanca ci sono stati 5 attentati simultanei, che hanno fatto 24 morti e una sessantina di feriti.

Gli attentati prendono di mira obiettivi di grande valore simbolico: edifici appartenenti alla comunità ebraica, edifici legati al turismo e la Casa di Spagna, club frequentato da marocchini e uomini d’affari spagnoli.

Tutti gli attentati portano il marchio di fabbrica Al Qaida.

Da questo momento in poi, in Marocco c‘è paura. La polizia ha smantellato più di 50 cellule islamiste, di cui molte legate a al Qaida. Oltre 3000 gli arresti.

Alla fine di marzo, 20 persone sono finite in manette con l’accusa di preparare un’ondata di attentati contro obiettivi turistici.

L’emergenza terrorismo è legata alla povertà che attanaglia molte regioni del Paese. Con un tasso d’analfabetismo che raggiunge il 50% un Pil per abitante di 1669 euro nel 2006, il Marocco è il Paese più povero della regione maghrebina.

Funzionari locali incompetenti, una diffusa corruzione e ancora il senso di frustrazione di fronte all’irrisolto conflitto mediorientale aiutano al Qaida nel suo lavoro di reclutamento. Fatto confermato dal giornalista Jamal Ouahbi:

“Al Qaida fa proseliti attraverso internet ma anche con le sue ramificazioni territoriali, come accade in questa zona, Tetouan”.

Dal Marocco colpire l’Europa è ancora più semplice. Sotto il mirino dei terroristi ci sono le spagnole Ceuta e Melilla, ma le stesse regioni meridionali di tutta la penisola iberica. .