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La "guerra segreta" degli algerini contro il terrorismo

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La "guerra segreta" degli algerini contro il terrorismo

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Due mesi fa, il 13 febbraio, all’alba, 7 attacchi simultanei con esplosivi, hanno fatto 6 morti in Cabilia, a est di Algeri. Il pi?u sanguinoso, nella località di Si Mustafa, ha distrutto la sede della gendarmieria e ucciso 4 civili. E’ in un modo così brutale che gli algerini hanno compreso la vera dimensione di questo terrorismo che le autorità definiscono “marginale”.
Ma è una definizione ingannevole, perché è proprio qui, in questa regione vicino alla capitale, che l’esercito sta conducendo una vera e propria guerra segreta. E’ infatti nel quadrilatero Boumerdès, Tizi-Ouzou, Bejaia e Bouira, che i miliziani del “Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento” si sono rifugiati. Una zona montagnosa, di difficile accesso, con centinaia di grotte dove ripararsi.

Forte di 3-400 uomini, il Gspc ha suggellato la sua affiliazione ad al Qaeda, nel settembre scorso, cambiando nome: ora si chiama “Organizzazione armata di al Qaeda nel Maghreb islamico”.
Il capo del gruppo è l’emiro Abu Mussab Abdeluadud. In un video diffuso su internet pronuncia un discorso, infarcito di retorica, contro i francesi, definendoli crociati, contro gli Stati Uniti e il presidente algerino Bouteflika. Il 22 marzo scorso, il leader del jihadisti algerini è stato condannato a morte in contumacia.

Abdeluadud ha strappato la guida del gruppo al suo fondatore, Hassan Hattab, che secondo alcune testimonianze sarebbe stato giustiziato dai suoi luogotenenti in Cabilia nel 2003. Pare che Hattab avesse deciso di abbandonare le armi, insieme a un centinaio di fedelissimi, nel quadro della politica di riconciliazione nazionale voluta da Bouteflika.
Sposate invece le posizioni più estremiste, il Gruppo salafita ha rifiutato l’amnistia e ripreso gli attacchi terroristici. Agitando di nuovo lo spettro della guerra civile, la ripresa della violenza ha riaperto il dibattito, in Algeria, sul bilancio della politica di riconciliazione avviata nel 1999.