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Nell'Unione Europea pesca illegale anche perché gli Stati non vigilano, lo dice un rapporto di Bruxelles

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Nell'Unione Europea pesca illegale anche perché gli Stati non vigilano, lo dice un rapporto di Bruxelles

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Uso di materiale illegale e differenze tra pesce effettivamente pescato e pesce dichiarato. Queste le infrazioni più comuni individuate dalla Commissione europea , che ha pubblicato oggi un rapporto sullo stato di attuazione della politica comune in materia di pesca da parte dei Paesi membri fra il 2003 e il 2005.
Le regole ci sono, insomma. Ma pochi le rispettano. E questo anche perché gli Stati, che dovrebbero vegliare, non fanno il loro dovere. “La quantità di pesce catturato è superiore a quella dichiarata – ha detto Mireille Thom, portavoce del Commissario alla Pesca – . Misure importanti, quali imporre limiti ai giorni in cui si può pescare, a volte non sono rispettate”.
Bruxelles auspica una maggiore collaborazione tra i paesi in tema di controlli, ma soprattutto chiede ai governi – ai quali spetta di attuare le norme comunitarie – di imporre sanzioni più appropriate.
Eppure i mezzi per controllare esistono. Basti pensare che con il satellite è facile sapere se un peschereccio è in mare e in quale zona stia operando. Ma ciò che sembra mancare è il numero di uomini addetti al controllo.