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A due settimane dalle presidenziali, Alain Minc richiama la Francia sul suo ruolo in Europa

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A due settimane dalle presidenziali, Alain Minc richiama la Francia sul suo ruolo in Europa

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Ex ideologo di una certa sinistra modernista francese. Proveniente dall’Ena, la scuola che sforna i futuri ministri della Francia. Saggista. Alain Minc fa parte di quegli intellettuali che si sono lanciati nel dibattito delle presidenziali al fianco del candidato della destra, Nicolas Sarkozy.
In un’intervista con EuroNews, spiega il suo punto di vista sulle questioni dell’europa unita, che sono diventate oggetto della campagna elettorale.

EuroNews
Ritiene che la Francia abbia saputo inserirsi nel dibattito Europa sociale – Europa liberale negli ultimi anni?

Alain Minc,
Sicuramente il mito dell’Europa sociale/Europe liberale ha giocato un ruolo nel “no” alla costituzione, questo è evidente. Ma i francesi in proposito hanno preso lucciole per lanterne. E non è la prima volta. Il pensiero collettivo della Francia è andato fuori strada da 12 anni. E dico 12 anni perché la data è legato all’arrivo al potere di Jacques Chirac. I francesi, che avevano accettato le regole del mercato e la mondializzazione, sono tornati indietro. E perché? Perché dal 1995 camminiamo, e si tratta di un problema di politica interna, con un piede zoppo. La destra francese ha scelto come leader una persone che non è di destra.

EuroNews
E quindi, secondo lei, questo ha avuto un effetto negativo sul ruolo della Francia in Europa, dove prima invece era molto influente.

Minc
Certamente. Come ho detto prima, i francesi sono stati assenti e ora devono rimediare. In Europa devono diventare adesso bravi operai, più modesti, meno arroganti. E poi, innanzitutto, devono proporre una via d’uscita alla crisi.

EuroNews
Pensa a una crisi legata al no al referendum?

Minc
Penso che i francesi comincino a misurare gli effetti devastanti di questa abitudine suicida, ma che bisognerà avere molto spirito pratico per uscirne.
Il dibattito nelle elezioni presidenziali francesi che è estremamente interessante. Tra i tre candidati principali, due di loro, cioè Ségolène Royal e François Bayrou, dicono: soltanto un referendum puo’ annullare quello che un ha introdotto e soltanto un referendum può far passare quello che un referendum ha abolito.
E’ una concezione che ritengo altamente pericolosa, perché ci si espone al rischio di un nuovo “no”, e che questo sia definitivo e devastante.
Trovo che la posizione di Sarkozy sia molto più europea. Che cosa dice? Parla di un mini-trattato, ma un trattato mini per ragioni politiche.

EuroNews
Ma non pensa paradossalmente che questo potrebbe dare argomenti a quelli che sono contro, visto da sinistra e dall’estrema sinistra, che sono contrari all’Unione europea perché la vedono come lo spauracchio della mondializzazione?

Minc
Chi ha protetto dal resto del mondo questa Europa? E dove è la preferenza comunitaria seguendo i termini utilizzati nella campagna politica in Francia? E’ l’euro. Se non ci fosse l’euro, un buon numero di cattivi allievi, vale a dire i tre principali paesi dell’europa continentale, Germania, Francia e Italia, bene se non ci fosse l’euro questi Paesi sarebbero stati sovraffatti da crisi del cambio monetario e a recessioni.
L’Europa è liberale al suo interno, ma relativamente protetta dall’esterno. E dobbiamo dire che si tratta di un modello riuscito.

EuroNews
In realtà, la vera polemica tra la Francia e l’Unione europea è legata, più che alla Costituzione, a questioni concrete.

Minc
Penso che ci sia un problema enorme in materia di concorrenza. Trovo che, rispetto alle minacce che circondano l’Europa, abbiamo bisogno di creare giganti europei, abbiamo bisogno di accettare aggiustamenti minimi con le esigenze di competizione interna. Siamo in un mondo che oramai fa dell’assunzione di controllo delle imprese il campo di una battaglia strategica.

EuroNews
Il patriottismo economico è una risposta a questo?

Minc
Il patriottismo economico su scala nazionale è una enorme sciocchezza. Il patriottismo economico si scala europea è una necessità e tutto ciò che si traduce in un trasferimento di poteri alla Commissione mi soddisfa pienamente. Sono per esempio favorevole a qualcosa che è già fuori discussione. Cioè vorrei esistesse una golden share per proteggere le imprese energetiche europee. E per me questa golden share dovrebbe essere nelle mani della Commissione europea.

EuroNews
Ma anche questo è protezionismo.

Minc
Io dico semplicemente: proteggiamoci dai paesi che non rispettano le regole di reciprocità. Ci’ significa che non ci dobbiamo proteggere dall’India o dal Brasile, ma dalla Cina e dalla Russia.

EuroNews
Crede che la Francia, con un nuovo presidente pronto a proporre tali idee agli altri partner europei potrebbe recuperare il terreno perso in termini di influenza?

Minc
La Francia potrà tornare protagonista, essere un fattore di propulsione in Europa soltanto quando avrà contribuito a risolvere l’imbroglio che lei stessa ha creato con la Costituzione.
Bisogna pagare il prezzo per uscire dal guaio che abbiamo combinato. Una volta pagato il prezzo, in un modo o in un altro, potremmo riavere una forza propositiva.
Mitterrand ha avuto come successore qualcuno che non è mai stato europeista vero, qualcuno che non è stato capace di fare il minimo sacrificio in nome dell’Europa, qualcuno che ha confuso l’europa e la difesa degli agricoltori delle sue parti. Il problema delle istituzioni francesi è che sono una monarchia assoluta. E se ci si sbaglia di re, il prezzo da pagare è alto.