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Marines britannici convocati a rapporto sulla detenzione in Iran

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Marines britannici convocati a rapporto sulla detenzione in Iran

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Ieri il rientro a casa, vestiti con le divise d’ordinanza. Gli abbracci con mogli e fidanzate in una base del Devon, nel sud dell’inghilterra. Oggi, per i quindici marines britannici è invece tempo di “debriefing”. Di fronte a una commissione composta da superiori gerarchici ed esperti militari, faranno il resoconto dettagliato della loro cattura, della prigionia, di quello che hanno visto e sentito durante i tredici giorni passati in Iran.

“Li aspetta un esame medico e poi saranno chiamati a rapporto per riferire sull’accaduto”, spiega Jock Stirrup, comandante dell’aeronautica militare.

Molte le domande che attendono risposta: Londra si chiede perchè i quindici, muniti di armi leggere e forse con scarsa preparazione, siano stati inviati a sorvegliare una zona a rischio. E vuole capire quali circostanze li abbiano portati ad ammettere lo sconfinamento in acque iraniane, proprio mentre il loro governo lo negava, facendo il gioco della propaganda di Teheran.