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I marine britannici: da Teheran pressioni, la detenzione illegale

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I marine britannici: da Teheran pressioni, la detenzione illegale

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Una conferenza stampa per spiegare i dettagli di quasi due settimane di prigionia. Appuntamento nella base militare di Chivenor, nel Devon, Inghilterra del Sud, per i 15 marine liberati mercoledì dal governo di Teheran. Il compito di fornire spiegazioni sul periodo di detenzione in Iran ad alcuni di loro, tra cui il luogotenente Felix Carman: “Quando siamo stati presi dalle Guardie Rivoluzionarie Islamiche eravamo all’interno delle acque irachene. In secondo luogo, la detenzione è stata chiaramente illegale e si è trattato di un’esperienza non piacevole. Come gruppo abbiamo resistito fino a quando lo abbiamo ritenuto opportuno. Poi ci siamo adattati alle richieste. Siamo stati immensamente orgogliosi della nostra squadra, il coraggio e la dignità mostrati durante tutto il periodo della dentenzione illegale sono stati coerenti con le migliori tradizioni del nostro Paese”

“Siamo stati tenuti tutti in isolamento, venivamo interrogati quasi tutte le notti e ci venivano offerte due opzioni: se avessimo ammesso la colpevolezza saremmo stati rimandati in Gran Bretagna presto. In caso contrario avremmo rischiato sette anni di progione.

Incalzati dalle domande dei giornalisti, i militari hanno ripercorso i diversi momenti del braccio di ferro di cui sono stati protagonisti. Una battaglia giocata anche a colpi mediatici, con le immagini delle loro presunte confessioni passate dalla tv iraniana. Così come le lettere scritte dall’unica donna presente, Faye Turner, sulla cui veridicità Londra ha sempre nutrito forti dubbi. Intanto la reazione di Teheran non si fa attendere. Per il governo iraniano questa conferenza stampa è solo propaganda.