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Gran Bretagna: intervista marine riaccende polemica

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Gran Bretagna: intervista marine riaccende polemica

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A complicare l’incidente che ha visto opporsi Londra a Teheran ora spunta l’intervista rilasciata da uno dei 15 marine britannici appena cinque giorni prima dell’eplosione della crisi. A un’emittente britannica, così il capitano Chris Air: “Noi raccogliamo anche informazioni di intelligence, se ne hanno – dice parlando dei pescatori locali – che si tratti di atti di pirateria o attività iraniane, visto che ci troviamo proprio al confine”.

Dichiarazioni destinate a infuocare la polemica, che però trovano conferma nelle parole del ministro della Difesa britannico Des Browne: “Il mandato Onu darebbe chiaramente il potere ai militari di raccogliere informazioni sull’ambiente dove stanno lavorando. E’ infatti molto importante ottenerle, proprio per garantire la sicurezza dei nostri militari nella zona”.

L’intervista è stata tenuta nascosta per non mettere a repentaglio la vita dei marinai, come conferma John Williams, ex ufficiale del ministero degli Esteri.

“Durante questa difficile vicenda, gli estremisti avrebbero potuto sfruttare ogni pretesto. Se avessero sentito la parola “intelligence”, avrebbero potuto renderne la situazione ancora più difficile”.

La vicenda non si conclude dunque con il rilascio dei marine catturati il 23 marzo scorso, ma si tinge di nuovi dettagli che dovranno presto essere chiariti.