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Tailandia: re venerato come un dio

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Tailandia: re venerato come un dio

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Una folla oceanica si è recata nella piazza reale di Bagkok a giugno in occasione delle cerimonie per il 60°anniversario della nomina del re Bhumibol Adulayadej. Tutti vestiti in giallo, il colore della corona. La stragrande maggioranza dei tailandesi venerano il re quasi come un dio. “Voglio che tutti lo osannino, voglio che viva a lungo e ci protegga”.

Negli anni questo monarca è riuscito a conquistare il cuore dei suoi sudditi, alternando maniere energiche a schietto populismo, ma restando l’arbitro della vita politica del Paese. Malgrado il linguaggio incomprensibile usato dalla corte, il re è visto come un difensore dei diritti del popolo di fronte all’elite che dirige il Paese.

Nato negli Stati Uniti il 5 dicembre del 1927, Bhumibol ha 18 anni quando accetta di diventare monarca della Tailandia. Accetta ma alla condizione di continuare gli studi in legge in Svizzera. Nel 1950 è incoronato monarca, con il nome Rama IX. La Tailandia è una monarchia costituzionale dal 1932. Rama modificherà la Legge fondamentale in senso democratico.

Al di sopra delle parti politiche, il re oltrepasserà questa linea più volte nella turbolenta Tailandia, curandosi di rimanere sempre dietro le quinte. Così come è stato per il colpo di Stato nel settembre scorso. Quando i militari cacciarono l’ex governo imbracciando armi con fiocchi gialli, in segno di lealtà al monarca. Bhumibol, che non ha mai nascosto i suoi pessimi rapporti con l’ex premier, ha nominato come primo ministro un suo fedelissimo, il generale Surayad Chulanont. Questi ha annunciato che le prossime elezioni legislative si terranno a dicembre.