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Francia, annullata la sentenza contro le ferrovie sulla deportazione degli ebrei

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Francia, annullata la sentenza contro le ferrovie sulla deportazione degli ebrei

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E’ stata annullata in appello la sentenza che aveva condannato le ferrovie francesi per il ruolo giocato nella deportazione degli ebrei durante la II guerra mondiale. Le fatture emesse dalla Sncf allo Stato erano state considerate, in primo grado, la prova di un ruolo attivo.

La decisione della Corte d’appello amministrativa dimostra invece, secondo l’avvocato della difesa, che le ferrovie agivano sotto requisizione, non avevano margine di manovra ed erano obbligate sia dalle autorità tedesche che dallo Stato francese.
Il processo giudiziario è nato dal caso del padre del deputato eruopeo dei Verdi Alain Lipietz, deportato nel maggio 1944 da Tolosa al campo di Drancy, vicino a Parigi. Nel giugno scorso, il tribunale amministrativo aveva condannato lo Stato e l’Sncf a pagare 62 mila euro di danni.

“La giustizia amministrativa – dice Lipietz – afferma di non essere competente a giudicare le ferrovie. Le considera un servizio commerciale come un altro”. Dopo la sentenza di primo grado, circa 2.000 familiari di deportati avevano avviato azioni giudiziarie. Sono stati 75 milia gli ebrei francesi deportati durante l’occupazione nazista. Solo 2.500 sono sopravvissuti ai campi della morte.