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Al voto in Senato la missione in Afghanistan


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Al voto in Senato la missione in Afghanistan

Il governo Prodi di fronte a un nuovo test sulla politica estera. Il Senato italiano vota oggi il rifinanziamento delle missioni militari all’estero, inclusa quella in Afghanistan. La Casa delle Libertà ha annunciato la sua astensione, che alla Camera alta equivale a un voto contrario, ma con un’importante defezione: l’Udc di Pierferdinando Casini, che voterà a favore.

Sull’Afghanistan il governo è stato criticato dall’opposizione anche per le condizioni della liberazione di Daniele Mastrogiacomo. Il giornalista è stato scambiato con cinque taleban.
Altri chiedono invece un impegno equivalente da parte dell’Italia per altre due persone di cui non sia hanno notizie certe: l’interprete rapito con Mastrogiacomo, Adjmal Nashkbandi, e il mediatore di Emergency Rahmatullah Hanefi, arrestato dalle forze di sicurezza afgane.

Ieri sera, a una fiaccolata in Campidoglio, c’era anche Giuliana Sgrena, che ha così giustificato la sua partecipazione: “Io penso che sia un dovere di tutti noi manifestare perché non cada la tensione su questo fatto, perché il governo italiano s’impegni per ottenere anche la loro liberazione. Non si può fare la differenza tra cittadini italiani e cittadini afgani, siamo tutti esseri umani”.

Secondo fonti locali, il manager di Emergency che ha negoziato il rilascio di Mastrogiacono sarebbe stato torturato. L’Ong ha lanciato un appello per la liberazione dei due, che ha raccolto già oltre 18 mila firme.

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