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Stato di fermo per il numero uno di Total per presunte tangenti in Iran

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Stato di fermo per il numero uno di Total per presunte tangenti in Iran

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L’amministratore delegato del gruppo petrolifero francese Christophe de Margerie è in stato di fermo nei locali del polo finanziario della polizia giudiziaria di Parigi. Una misura che vede coinvolti anche il direttore finanziario di Total e quello del settore gas.

La convocazione dei tre top manager di Total si iscrive nella procedura per presunti versamenti di tangenti in Iran per ottenere la concessione di un giacimento di gas a South Pars. Non è la prima volta che il gigante petrolifero transalpino si trovi indagato in un’inchiesta giudiziaria.

Lo stesso De Margerie, nominatio al vertice del gruppo il mese scorso, era finito sotto inchiesta per il versamento di tangenti ad alcuni funizioni iracheni nell’ambito del piano delle Nazioni Unite Petrolio contro cibo. Senza dimenticare l’inchiesta aperta sempre a Parigi a febbraio nella quale Total è sospettata di aver riciclato capitale sporchi con dei versamenti ad un ex ministro della giustizia del Camerun. Nell’inchiesta che vede l’amministratore delegato sotto il torchio degli inquirenti c‘è un copnto svizzero sul quale sono transitati ben sessanta milioni di euro ricondubili a Total.