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Oggi è il quarto anniversario dell'invasione dell'Iraq

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Oggi è il quarto anniversario dell'invasione dell'Iraq

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Oggi come quattro anni fa, il 20 marzo una coalizione guidata da Stati Uniti e Gran Bretagna iniziava l’invasione dell’Iraq. Tempo tre settimane e i soldati statunitensi entravano a Bagdad, costringendo il raìs alla fuga da una capitale che distruggeva i suoi simboli e il suo ricordo. Quattro anni dopo il centro è disseminato di edifici in rovina. E malgrado i miliardi spesi nella ricostruzione servizi minimi come la fornitura di acqua ed elettricità funzionano peggio che prima della guerra.

E la popolazione comincia ad avere nostalgia: “L’anniversario della guerra ha molti significati. Molti erano felici nel vedere la caduta di Saddam, ora non più tanto, visto che il Paese è scosso dalla violenza dei terrroristi e dei gruppi criminali. In ogni caso la libertà ha un prezzo”, dice un residente di Bagdad.

Recentemente le cose sembrano un po’ cambiate: ad ammetterlo è anche un deputato sunnita, Saleh al-Mutleq: “Qualche minimo miglioramento a Bagdad c‘è stato ma non proporzionale alle forze schierate. Non so quanto durerà questo miglioramento o quanto a lungo Bagdad potrà sopprotarlo perché tutto questo dispiegamento di forze la trasforma in una prigione”.

Da Washington il presidente Bush è sempre determinato ma senza illusioni: “Ci vorranno mesi per arrivare al successo, non giorni o settimane”. Un recente sondaggio indica che ben il 63% degli americani è ora contrario alla guerra. Prima dell’invasione tre su quattro la appoggiavano.