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L'arresto di Cesare Battisti: ora le vittime si attendono giustizia

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L'arresto di Cesare Battisti: ora le vittime si attendono giustizia

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La latitanza di Cesare Battisti è finita in una spiaggia di Copacabana, in Brasile. Il capo dei “Proletari armati per il comunismo”, condannato in Italia all’ergastolo per 4 omicidi, è stato arrestato con un’operazione coordinata dall’Interpol, nel momento in cui riceveva denaro da una donna inviata da un comitato di sostegno francese. Battisti si trovava in Brasile da 3 anni. Battisti è diventato famoso in Francia come scrittore di gialli. Si era rifugiato a Parigi per sfruttare la “dottrina Mitterrand”, che concedeva asilo ai terroristi italiani che rinunciassero alla violenza. Mal nel 2004 la Cassazione francese lo arresta, su richiesta delle autorità italiane, poi viene liberato e fugge.

Una delle sue vittime, Alberto Torreggiani, dice che è arrivato il momento della giustizia: “Io sto scontando un mio ergastolo, che è il fatto di essere su una sedia a rotelle. Adesso noi chiediamo alla giustizia che anche lui o altre persone come lui scontino lo stesso ergastolo”. Alberto Torreggiani era insieme al padre Pierluigi quando questi fu ucciso nella gioielleria milanese assaltata dai Pac. Dapprima delinquente comune, Cesare Battisti si era convertito alla lotta politica durante un soggiorno in carcere. Sul suo capo pendono ora due richieste d’estradizione: da parte di Italia e Francia.