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Dodici candidati all'Eliseo. La sorpresa Bové

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Dodici candidati all'Eliseo. La sorpresa Bové

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Ce l’ha fatta anche José Bové. Il leader no global, noto per i suoi atti di disobbedienza civile, è riuscito a raccogliere le 500 firme di sindaci necessarie per presentare la candidatura all’Eliseo.
Secondo il Consiglio costituzionale sono dodici i pretendenti ammessi all’elezione del presidente della repubblica francese.

Hanno maggior possibilità di accedere al secondo turno, il conservatore Nicolas Sarkoyzy, la socialista Ségolène Royal, il centrista Francois Bayrou e il leader di estrema destra Jean-Marie Le Pen. Sperano di ottenere un risultato migliore del 2002, il nazionalista Philippe De Villiers, la leader di Lotta operaia Arlette Laguiller, Olivier Besancenot della Lega comunista rivoluzionaria e la verde Dominique Voynet.

Si presentano per la prima volta oltre a José Bové, anche la comunista Marie George Buffet, Frédéric Nihous del partito Caccia e Pesca, e Gerard Schivardi del partito dei lavoratori. Secondo tutti i sondaggi è in testa il ministro dell’interno Nicolas Sarkozy. E’ il candidato dell’UMP, il partito della destra post gollista, pur non avendo il sostegno di Jacques Chirac è il principale favorito alla successione.

A contendergli la vittoria, la socialista Ségolène Royal. Ha prevalso nelle primarie superando i tradizionali leader del Ps, ma è in calo nelle rilevazioni demoscopiche. Chi invece è in netta rimonta è il leader centrista Francois Bayrou. Ha raggiunto oltre il 20% delle intenzioni di voto. Si presenta ora come il terzo uomo, il candidato scomodo nella battaglia tra destra e sinistra.