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In carcere il fondatore di Livedoor. Che grida al complotto

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In carcere il fondatore di Livedoor. Che grida al complotto

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E’ finita nella polvere la parabola del giapponese Takafumi Horie, ex ragazzo prodigio fondatore della società internet Livedoor condannato a 2 anni e mezzo senza condizionale.

Le accuse:aggiotaggio e false comunicazioni sociali. Il fatto risale al 2004 quando Horie avrebbe falsificato i bilanci trasformando un passivo di 300 milioni di yen in un attivo di 5 miliardi (32 milioni di euro).

Il patron di Livedoor ha piu’ volte gridato al complotto. “Il giappone è in una fase di transizione – spiega un analista – da una fase in cui le regole venivano applicate caso per caso a una in cui ogni settore deve seguire determinate leggi. Horie è rimasto intrappolato nel mezzo. Senza nessun supporto dai politici o dal mondo degli affari, è rimasto da solo”.

L’inventore di Livedoor è conosciuto in Giappone per lo spiccato individualismo e la spegiudicatezza, uniti a una marcata insofferenza per le vecchie regole del sistema economico del Sol Levante. Tutti elementi che lo rendevano piu’ simile a un self made mane all’americana che non a un salary men giapponese. Le stesse caratteristiche, tuttavia, ne avevano fatto un idolo dei nuovi imprenditori nipponici che lo avevano soprannominato “Horiemon” per la somiglianza con il cartone animato Doraemon.