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Polonia, il governo a caccia delle spie del regime comunista: una legge obbliga all'autodenuncia

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Polonia, il governo a caccia delle spie del regime comunista: una legge obbliga all'autodenuncia

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Polonia, il governo di centro-destra vuole fare i conti con il passato comunista. Da oggi, una legge obbliga i cittadini a dichiarare una eventuale collaborazione con i servizi segreti all’epoca del comunismo. La dichiarazione deve essere inviata all’istituto nazionale della memoria. Dove sarà confrontata con gli archivi della vecchia polizia.Polonia, il governo di centro-destra vuole fare i conti con il passato comunista. Da oggi, una legge obbliga i cittadini a dichiarare una eventuale collaborazione con i servizi segreti all’epoca del comunismo. La dichiarazione deve essere inviata all’istituto nazionale della memoria. Dove sarà confrontata con gli archivi della vecchia polizia.

“Crediamo che la nuona norma sarà annullata dalla Corte Costituzionale perché contraria alla legge”, è il parere di un accademico. E contro l’obbligo di autodenunciare il passato di “spia” si levano molte voci. Anche perché spesso collaborare non era una scelta. E’ il caso di Bogoslaw Woloszanszy, giornalista, che ha ammesso di aver cooperato a metà degli anni Ottanta. E i media, in quel periodo, erano interamente controllati dal regime. Esclusa dalla legge la Chiesa polacca. Che dopo il caso di Stanislaw Wielgus, l’arcivescovo di Varsavia costretto alle dimissioni in quanto spia, ha avviato una propria indagine.