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Regionali russe: Kasparov denuncia un finto pluralismo

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Regionali russe: Kasparov denuncia un finto pluralismo

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Il bipartitismo blindato di Vladimir Putin ha funzionato come previsto. Alle elezioni amministrative che si sono tenute in 14 regioni russe, gli exit poll mostrano che i due partiti pro-Cremlino, il putiniano Russia unita e Russia giusta, formazione studiata a tavolino per drenare voti da sinistra, hanno raccolto oltre il 50 per cento delle preferenze. Seguono, a grande distanza, il partito comunista e l’ultranazionalista partito liberaldemocratico.

Un finto pluralismo, denuncia l’ex campione di scacchi Garry Kasparov, leader del movimento d’opposizione Altra Russia: “Oggi la legge elettorale russa viola molti diritti costituzionali dei cittadini. Vengono creati continuamente ostacoli per impedire ai partiti politici di partecipare alla competizione. I gruppi d’opposizione possono essere esclusi in extremis, una qualunque delle leggi russe può impedire a un partito di partecipare alle elezioni”.

Come è accaduto a Yabloko, a San Pietroburgo. Secondo le autorità, il 10 per cento delle firme raccolte dal partito non erano valide. Le elezioni di ieri erano considerate una prova generale in vista delle legislative di dicembre e delle presidenziali del 2008.