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Jacques Chirac, quarantacinque anni di politica ai massimi livelli

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Jacques Chirac, quarantacinque anni di politica ai massimi livelli

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Due volte presidente della Repubblica, due volte primo ministro e per diciotto anni sindaco di Parigi. Questa la sintesi della carriera di Chirac. Al primo mandato all’Eliseo, nel 1995, si ritrovò a governare in coabitazione forzata con i socialisti: Lionel Jospin era primo ministro.

Poi, nel 2002, il secondo mandato con brivido: il candidato dell’estrema destra Jean Marie Le Pen arrivò secondo al primo turno elettorale. Al ballottaggio, per Chirac, è un plebiscito: eletto con oltre l’82 per cento dei voti, dichiarerà: sarò il presidente di tutti.

Suo cavallo di battaglia: la politica estera.
Schierandosi contro l’intervento armato in Iraq, Chirac sfida gli Stati Uniti.

“La Russia, la Germania e la Francia – dice – sono determinate a dare tutte le chance per il disarmo dell’Iraq nella pace”.

Nel 2005 scoppiano gli scontri nelle banlieues. Un fenomeno destinato a pesare negativamente nel bilancio politico della presidenza.

Ma il suo più grande rimpianto è europeo: il no dei francesi alla Costituzione dell’Unione. Una bocciatura che è un fallimento personale: Chirac, abbandonando l’atteggiamento super partes da presidente, si era schierato apertamente a favore della carta fondamentale europea.

Un fallimento riconosciuto anche all’ultimo vertice europeo, la settimana scorsa.
Ma ora, lasciati alle spalle successi e fallimenti, il presidente francese guarda al futuro. A 74 anni, Jacques Chirac è pronto per la sua nuova “vita dopo la politica”.