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Addio all'Eliseo. Oggi Chirac annuncia le sue intenzioni

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Addio all'Eliseo. Oggi Chirac annuncia le sue intenzioni

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Jacques Chirac, 45 anni di politica ai massimi livelli. E adesso, forse, l’addio da presidente. Domenica sera in diretta Tv annuncerà – salvo sorprese – che non si candiderà per l’Eliseo. Certo è che Chirac, due volte premier e altrettante presidente della Repubblica, lascerà un segno indelebile nella storia di Francia. Nel ’97 la coabitazione. Le proteste di piazza lo obbligano a indire nuove elezioni. E lui, di destra, è costretto a dare a Lionel Jospen, un socialista, la poltrona di primo ministro.

Poi, nel 2002 il secondo mandato con brivido: il candidato dell’estrema destra Jean Marie Le Pen arriva secondo al primo turno. Al ballottaggio, per Chirac, è un plebiscito: è eletto con oltre l’82 per cento dei voti. Dichiarerà: sarò il presidente di tutti. Sotto la sua presidenza scoppiano gli scontri nelle banlieues. Sempre sul fronte interno, il fondatore del neogollismo dà vita all’Ump, partito considerato una sua creatura personale. Ma è in politica estera che si contraddistingue.

“La Russia, la Germania e la Francia sono determinate a dare tutte le chance per il disarmo dell’Iraq nella pace”: la dichiarazione contro l’intervento armato in Iraq pone Chirac tra i principali oppositori di George Bush. Opposizione che farà valere anche nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. All’ultimo vertice europeo, l’ammissione dell’insuccesso, quello della bocciatura della Costituzione europea. Ma a chi gli chiede del suo futuro, Chirac dice: non anticipiamo i tempi.