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"L'Europa non è fatta per essere mini": l'intervista di François Bayrou a EuroNews

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"L'Europa non è fatta per essere mini": l'intervista di François Bayrou a EuroNews

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François Bayrou vuole rimettere la Francia al centro del progetto europeo. È quanto ha detto a Bruxelles, invitato dal gruppo di riflessione Les Amis de l’Europe. I sondaggi, in Francia, gli attribuiscono una quota che varia dal 21 al 24% delle preferenze, per le presidenziali di fine aprile. È a ridosso dei due candidati di testa, Segolène Royal e Nicolas Sarkozy. Bayrou, il candidato centrista, la sorpresa di queste presidenziali in Francia, ha accettato di spiegare a EuroNews qual‘è la sua visione di Europa.

Sergio Cantone (EuroNews):
Signor Bayrou, benvenuto su EuroNews. Per cominciare, come pensa che l’Unione europea, nelle condizioni attuali, possa uscire dalla crisi legata ai “no” francese e olandese alla Costituzione europea, cioè al trattato costituzionale?

François Bayrou:
È esattamente qui che ci troviamo oggi, con due paesi che hanno detto “no”, 18 che hanno detto
“sì” ed altri, penso in particolare alla Gran Bretagna, ai quali questa situazione va bene perché così non sono tenuti a porsi la questione. E dunque, per me, è abbastanza semplice: se esamino quello che è successo in Francia, i francesi hanno detto “no” perché il testo era illeggibile, incomprensibile, troppo denso, impossibile da capire, un testo giuridico, non una pietra miliare per i cittadini. Quindi ci vuole un testo breve, leggibile, comprensibile per tutti, un testo che riprenda i concetti essenziali, gli stessi principi, con una idea: questo testo è fatto per dare ai cittadini e ai popoli un po’ di potere sull’Unione europea.

Sergio Cantone (EuroNews):
Lei parla di un trattato breve e conciso, ma la complessità deriva anche dalle necessità di compromesso.

François Bayrou:
Siamo entrati, soprattutto a causa di internet, in una fase nella quale i cittadini vogliono capire. Prima, le istituzioni erano qualcosa per gli iniziati, i diplomatici, i tecnocrati. Gente che aveva le proprie regole e i propri modi di vedere le cose, il proprio linguaggio, e le proprie abitudini.
Ora la gente vuol capire e sa che si tratta del destino di tutti noi. E quindi tutti pretendono un linguaggio semplice, un modo di esprimersi che dia loro l’informazione e il potere. Si tratta di un processo irreversibile. Io, in ogni caso, lo porto avanti.

Sergio Cantone (EuroNews):
Non pensa che la parola “breve” possa significare semplicemente un mini-trattato?

François Bayrou:
Ah no, detesto l’espressione “mini”, perché non si attaglia all’Europa. L’Europa non è fatta per essere mini. È fatta per qualcosa di grande e di importante. Perché se l’Europa serve a qualcosa, ci servirà, a noi tutti, ad avere il giusto peso sul futuro del mondo.

Sergio Cantone (EuroNews):
Ma non pensa che per questa Europa di cui parla sarebbe necessario un budget più importante?

François Bayrou:
Un giorno ci si porrà questa questione, ma non deve essere discussa nel quadro attuale del dibattito sulle riforme istituzionali. Bisogna garantire a tutti i cittadini che le istituzioni, la Costituzione – la legge fondamentale, la chiami come vuole – dà loro la garanzia che nessuna decisione sarà presa senza che si siano prima espressi loro, i cittadini. Che nulla sarà loro imposto. Si tratta semplicemente di un quadro che garantisce che potranno dire la loro e decidere insieme.

Sergio Cantone (EuroNews):
Spesso a Bruxelles, e d’altra parte anche a Parigi, si sente dire che la Francia ha perso molto del suo potere in seno alle istituzioni europee. Crede anche lei che la Francia soffra di questo tipo di problemi e che, quindi, anche l’Europa soffra della perdità di velocità della Francia?

François Bayrou:
Penso che la Francia non abbia interpretato bene il suo ruolo. Non voglio polemizzare, ma la Francia non è stata degna del suo ruolo negli ultimi decenni. È stata lontana. Forse perché non ci credeva abbastanza.

Sergio Cantone (EuroNews):
Signor Bayrou, Lei pensa che sarà il prossimo presidente della Repubblica francese?

François Bayrou:
Sì, lo penso.