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I nordirlandesi alle urne. Forse un governo unitario cattolici-protestanti

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I nordirlandesi alle urne. Forse un governo unitario cattolici-protestanti

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La popolazione dell’Irlanda del Nord è chiamata oggi alle urne per un voto che potrebbe portare al superamento di decenni di scontri tra protestanti filo-britannici e cattolici filo-irlandesi.

Verranno eletti 108 deputati dell’assemblea locale e, se tutto andrà come previsto, entro il 26 marzo verrà formato un governo unitario presieduto dal protestante Ian Paisley: “Non profetizzo mai i risultati delle elezioni ma ciò che voglio dire, e anche i nostri nemici dicono, è che stiamo andando bene. Se hanno già ammesso che saremo il partito più importante, devo aggiungere qualcosa?”

Il posto di vicepremier verrebbe occupato dal cattolico Martin McGuinness, spalleggiato dal leader storico del partito Sinn Fein, Gerry Adams.

“La gente sa che questa elezione definirà il panorama politico dei prossimi cinque o dieci anni – dice Adams -. La convinzione che io e i mie candidati abbiamo, e che la gente ci trasmette, è che le istituzioni debbano funzionare e che i politici debbano lavorare insieme per la popolazione di questa parte dell’Irlanda”.

L’assemblea parlamentare nordirlandese è chiusa dal 2002 per l’impossibilità di trovare un accordo tra le parti. Il governo britannico ha avvisato: o i contendenti formeranno un esecutivo entro i tempi stabiliti o la provincia verrà amministrata direttamente da Londra.