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Proseguono le ricerche dei cittadini britannici rapiti in Etiopia

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Proseguono le ricerche dei cittadini britannici rapiti in Etiopia

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Proseguono a tutto campo ma con estrema difficoltà le ricerche dei cittadini britannici rapiti giovedì scorso nel nord dell’Etiopia. Il governo di Londra si è risolto a mandare le “teste di cuoio”: una sessantina di uomini dello Special Air Service, armati fino ai denti e pronti a intervenire.

Ma le condizioni in cui sono stati ritrovati i fuoristrada vengono definite preoccupanti da un portavoce del ministero degli Esteri di Londra.

Uno degli abitanti di Hamedali, dove è avvenuto il sequestro, racconta di essere stato rapito insieme ai turisti britannici e costretto a camminare per una trentina di chilometri, prima di essere liberato.

Le ricerche si concentrano nella località di Mekele e nella regione dell’Afar, vicino al confine con l’Eritrea, dove operano diversi gruppi armati autonomisti.

“Un territorio difficile da esplorare”, sostiene Robin Horsfall, un passato tra le “teste di cuoio”. Ma avverte che anche per i sequestratori non è semplice muoversi con degli ostaggi al seguito.

L’Etiopia sostiene che il rapimento sia opera di soldati eritrei. Accuse che il governo di Asmara liquida come “folli”. Londra, dal canto suo, invita a farsi avanti chiunque abbia informazioni utili.