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Gli autonomi danesi in lutto per la demolizione della Casa della Gioventù

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Gli autonomi danesi in lutto per la demolizione della Casa della Gioventù

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Hanno organizzato pure un funerale per protestare contro la demolizione del centro sociale più famoso della Danimarca. E neppure il fatto che le ruspe fossero entrate in azione già da ore contro la Casa della Gioventù ha fatto desistere centinaia di autonomi dal continuare a manifestare, ieri sera.

Da giovedì scorso, quando l’edificio di Copenhagen è stato fatto sgoberare, la polizia ha fermato circa 600 dimostranti.

“E’ un simbolo della cultura e dell’identità nazionale danese – dice un manifestante -. Penso che sia un peccato che venga buttato giù. L’edificio aveva appena compiuto 110 anni e ha visto talmente tanta cultura passare per le sue mura”.

Gli operai che ieri mattina hanno cominciato la demolizione avevano il volto coperto per timore di ritorsioni. Per quello che era stato inizialmente concepito come luogo di ritrovo per i lavoratori sono passati anche Lenin e Rosa Luxembourg. Anni fa l’acquisto da parte di un gruppo religioso che ha giudicato i luoghi troppo fatiscenti per poterli utilizzare.