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Militari Usa reagiscono a un'imboscata sparando su civili

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Militari Usa reagiscono a un'imboscata sparando su civili

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Migliaia di afghani in collera sono scesi in strada a Jalalabad accusando i militari americani di aver sparato all’impazzata sui civili reagendo a un’imboscata. Un manifestante si sfoga dicendo che le truppe straniere non sono venute per il bene del popolo ma per annientare i musulmani.

Tutto è cominciato quando un minibus guidato da un kamikaze è esploso vicino a un convoglio statunitense, ferendo un soldato. I militari hanno allora cominciato a sparare uccidendo almeno 8 civili e ferendone più di 30.

Il parente di un ragazzo ferito racconta: “Era un pastore e c’era un altro bambino insieme a lui. I soldati stranieri hanno aperto il fuoco su di loro, sulle macchine e su tutto quello che vedevano”.

I militari americani dicono che dopo l’attentato suicida sono stati bersagliati anche da raffiche di proiettili ed è per questo che avrebbero risposto al fuoco. Un portavoce della Coalizione ha precisato che è stata aperta un’inchiesta.

Nella provincia di Helmand invece due militari britannici sono morti in combattimento. Nel sud gli scontri con i taliban sono praticamente quotidiani: un assaggio della grande offensiva che il comando della Coalizione dice di attendersi per la primavera.