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La Cina del boom economico mette una tassa per la scuola dell'obbligo

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La Cina del boom economico mette una tassa per la scuola dell'obbligo

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Le previsioni sono ottimistiche anche per quest’anno: il tasso di crescita per il 2007 si stima intorno all’8%. Così come negli ultimi 4 anni. Anche se poi le cifre reali sono andate ben oltre le stime. Nel 2006 la crescita si è attestata al 10,7%.

Il rovescio della medaglia è altrettanto pesante. Due decenni di apertura economica hanno creato anche problemi. È cresciuto il numero dei disoccupati, si parla di 84 milioni nelle grandi città e di cento milioni nelle campagne. A questi si aggiungono un milione e mezzo di laureati ogni anno, per i quali non si profila uno sbocco lavorativo.

Negli ultimi 20 anni, il 10 % della popolazione ha accumulato il 40% della ricchezza nazionale. E la differenza di reddito tra ricchi e poveri è cresciuta tanto da superare il rapporto dei paesi occidentali, come gli Stati Uniti. Il coefficiente Gini, usato dall’Onu per rilevare le differenze di reddito, indica che la Cina ha superato il punto cruciale, (su una scala che va da zero a uno e dove l’uno rappresenta il punto massimo di disuguaglianza).

Le campagne cinesi restano ai margini del boom economico. Il partito comunista calcola che sono più di 23 milioni i poveri che bisogna aiutare, di questi più di 800 milioni di contadini non hanno accesso a alcun tipo di servizio in modo gratuito. La scuola dell’obbligo non è gratuita. In molte zone rurali il partito ha dovuto assumersi, l’anno scorso, l’onere delle tasse scolastiche.

Anche le tensioni sociali si sono esacerbate negli ultimi anni. Nel 2005 si sono registrate 84 mila manifestazioni di protesta, la grande maggioranza dovuta all’espropriazione illegale di terre.

Uno sviluppo così rapico e incontrollato ha avuto gravi ripercussioni anche sull’ambiente. Basti pensare all’ acqua. Sfruttati dall’industria, il 70% dei corsi d’acqua risultano inquinati, mentre la siccità e i cambiamenti climatici sono all’origine, anche in questa parte di mondo, della sua scarsità.