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Copenhagen, occupazione dopo gli scontri

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Copenhagen, occupazione dopo gli scontri

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Dopo gli scontri con la polizia, l’occupazione. I manifestanti che protestano contro lo sgombero della “Casa della gioventù” di Copenhagen, avvenuto ieri, hanno oggi dato l’assalto alla sede del partito socialdemocratico, formazione a cui appartiene il sindaco della capitale danese. E’ stata un’azione dimostrativa, senza violenza.
Le forze dell’ordine restano in stato di massima allerta. Le autorità temono infatti nuovi atti di violenza. In alcuni quartieri, i negozi hanno sbarrato gli ingressi per evitare rischi di danneggiamenti.
I violenti scontri tra giovani e polizia hanno fatto 25 feriti. Più di 200 dimostranti sono stati arrestati: tra di loro, una quindicina di stranieri.
La “Casa della gioventù”, simbolo della cultura danese “underground”, è un ex teatro affidato fin dal 1982 a una comune di giovani . Sei anni fa è stato venduto alla setta religiosa Faderhuset, non riconosciuta dlala Chiesa ufficiale. Trentacinque occupanti non hanno mai voluto abbandonare l’edificio e per questo si è resa necessaria la loro espulsione.