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Polonia. Una quarantina di uomini di chiesa fecero gli informatori per i comunisti. Lo rivela un prete scrittore

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Polonia. Una quarantina di uomini di chiesa fecero gli informatori per i comunisti. Lo rivela un prete scrittore

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Il cattolicesimo polacco si interroga sul suo passato all’epoca della cortina di ferro. Per la prima volta parla una voce interna alla chiesa. Padre Tadeusz Isakowicz-Zaleski ha scritto un libro in cui svela che almeno una quarantina di religiosi cattolici collaborarono con la polizia segreta comunista. Fra gli agenti coperti anche quattro vescovi.

“Quello che non capisco – ha detto Isakowicz-Zaleski in conferenza stampa – è perché ci sia ancora oggi tanta resistenza a iniziare ricerche all’Istituto della memoria nazionale.

Il sacerdote si riferisce agli ex archivi segreti, oggi consultabili, che hanno documentato il suo libro. Secondo Isakowicz, che faceva parte del sindacato anti-comunista Solidarnosh, la Chiesa non ha nulla da temere: le sue ricerche mostrano che solo il 10% della gerarchia ecclesiastica si sarebbe fatto segretamente cooptare.

Il flusso di rivelazioni sulla faccia nascosta del clero, tradizionalmente ritenuto un baluardo della lotta contro il regime, è cominciato dopo la morte di Giovanni Paolo II, 2 anni fa. Vittima eccellente ne è stato l’arcivescovo di Varsavia Stanislaw Wielgus, che a gennaio, appena nominato, si è dovuto dimettere.