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Un ex ministro sudanese e un capo delle milizie. I primi incriminati per il Darfour

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Un ex ministro sudanese e un capo delle milizie. I primi incriminati per il Darfour

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Il ministro degli affari umanitari del Sudan, Ahmed Haroun, già ministro degli interni, e uno dei capi della milizia Djandjawid Ali Kushayb sono i primi incriminati dalla Corte penale internazionale per il Darfour.

All’Aja, in Olanda, il procuratore Luis Obrero-Ocampo ha stilato una lista di 51 capi d’accusa per presunti crimini di guerra e contro l’umanità: “La loro strategia comprendeva spostamenti forzati di interi villaggi e comunità, In questo contesto Haroun e Kushayb hanno agito insieme e di concerto con altri con l’obiettivo comune di attaccare la popolazione civile di almeno 4 villaggi e città”.

Kartoum non riconosce la legittimità della Corte, ma ha comunque fatto sapere che uno degli accusati, Kushayb, è già in prigione per una ragione che non è stata ancora precisata.

Secondo le Nazioni Unite, nel Darfur, provincia occidentale del Sudan, almeno 200 mila persone sono morte a causa della guerra civile che ha provocato, dal 2003, anche circa 2 milioni e mezzo di profughi.

I giudici dell’Aja dovranno ora esaminare le prove presentate dal procuratore e quindi potranno chiedere al governo sudanese la consegna dei due indiziati.